mercoledì 6 febbraio 2013

Angoulême: Commenti e Riflessioni

La faccio breve: Angoulème è davvero un gran festival.

Le impressioni che avevo avuto lo scorso anno sono state tutte confermate e penso che la manifestazione merita di essere visitata almeno una volta nella vita da un addetto ai lavori, ma anche da chi non è interessato ai fumetti (la cittadina in se è molto bella e offre molto da vedere).

L'atmosfera che si respira è quella di legittimazione e elevazione di un medium che da noi è ancora bistrattato o comunque visto con sufficienza. A riprova di ciò, la cosa che mi ha colpito molto è che alle file per farsi fare le dediche sugli albi dagli autori (le dédicaces), potevi trovare, col fumetto sotto braccio in attesa, dal ragazzino di dieci anni al vecchietto di settanta e, perché no, anche belle fighe.
Per carità queste cose si possono trovare anche in una fiera in Italia eh (a parte forse per le ragazze, essendo il pubblico in larga parte maschile), la differenza sta nella concezione e nella visione del fumetto.
In Francia ha la stessa dignità della letteratura ed è molto più radicato nella società a ogni livello, mentre da noi è ancora una forma di intrattenimento indirizzata ai nerd o comunque a una nicchia.

Sul fronte lavorativo ho avuto modo di prendere nuovi contatti, rincontrarne alcuni presi nel 2012 e rivedermi con Jeff, uno sceneggiatore che ho conosciuto lo scorso anno insieme al quale ho presentato un progetto (ne parlerò più avanti qui sul blog).
Ora c'è da aspettare, mantenerseli e sperare nel meglio.

Dal lato umano, ho rivisto alcune persone dello scorso anno da cui ho avuto la conferma della propria sgradevolezza (di quelle in gamba purtroppo non ci tornava nessuno a questa edizione), ma ho fatto anche nuovi incontri davvero piacevoli e a tratti sorprendenti...un saluto a Jacopo e Ilaria, ad Alessio e Simona e Marya.

Concludo con le parole di chiusura del post del 2012, anche a costo di ripetermi:
Penso che questo festival sia una meta imprescindibile per chi pratica o vuole praticare questo mestiere.
A presto, anzi à bientòt.


Di seguito qualche foto, saluti.










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